“Magna (veg) che te passa” | Il primo libro di Davide Leo è un inno alla cucina romana in chiave 100% vegetale

di Irene

Un viaggio tra i grandi classici della tradizione romanesca, reinterpretati in chiave vegetale senza rinunciare a sapore, consistenza e soddisfazione.

Carbonara, amatriciana, saltimbocca, supplì, maritozzi con la panna… ma senza carne, senza uova, senza latticini. Tutto vegano. Tutto romano. Tutto godurioso.

La cucina romana non si tocca, dicono. Ma forse si può accarezzare. E trasformarla in qualcosa di ancora più buono, perché rispettoso di tuttə. Lo sa bene Davide Leo, chef vegano tra i più apprezzati sulla scena romana (e non solo), che con l’uscita del suo primo libro rende omaggio alla tradizione romanesca, trasformandola con rispetto e creatività.

Si chiama “Magna (veg) che te passa” il primo libro di Davide Leo. Un titolo che è già un manifesto: ironico, diretto, con quel tono verace che chi ha mangiato almeno una volta un suo piatto conosce bene.

Un tributo in chiave vegetale alla cucina romanesca

Davide Leo – oggi alla guida del ristorante Veghometro, dopo anni passati ai fornelli del Rifugio Romano – ha costruito un’identità solida come chef capace di veganizzare qualunque piatto della tradizione senza snaturarne l’anima. Dalla carbonara ai saltimbocca, dai supplì ai maritozzi con la panna: ogni ricetta è una reinterpretazione intensa, coerente, appagante.

Nelle sue mani, la cucina vegetale non è mai un compromesso. È una scelta che amplia, che sorprende, che invita a guardare con occhi nuovi piatti che credevamo intoccabili.

Ogni ricetta è un esercizio di creatività e fedeltà al tempo stesso. Perché Davide non stravolge, ma accarezza la tradizione, come scrive lui stesso, trasformandola in qualcosa di nuovo e accessibile a tuttə.


“Magna (veg) che te passa” non è soltanto un ricettario: è un viaggio sensoriale e affettivo dentro i sapori più autentici della romanità, reinterpretati con uno sguardo contemporaneo. Un libro che parla a chi già cucina vegetale, ma anche a chi è semplicemente curioso di scoprire un modo nuovo — e altrettanto godurioso — di stare a tavola.

Con uno stile diretto e schietto, condito da ironia e passione, Davide accompagna il lettore in un percorso fatto di gusto, memoria e nuove, rispettose, possibilità.


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