Prima ancora di vedere la casa, senti il bosco. L’odore del legno, la terra sotto le scarpe, il silenzio che non è assenza, ma spazio.
Casa Payer è uno di quei luoghi che non chiedono di essere definiti, ma vissuti. Non è un B&B, non è un agriturismo, non è una destinazione nel senso turistico del termine.

È una casa – nel significato più profondo e antico della parola – che ha deciso di aprirsi agli altri senza smettere di essere se stessa.

Siamo in Val Pellice, in un angolo di Piemonte dove il bosco non fa da cornice, ma da presenza. Qui, tra prati, sentieri tracciati a mano e una strada sterrata che sembra già un passaggio di soglia, una cascina del 1700 è tornata a vivere seguendo una logica che oggi suona quasi rivoluzionaria: adattarsi al luogo, invece di piegarlo. Ascoltarlo, farne parte.
Prima di essere un progetto, è stata una scelta di vita
Paola e Luca, proprietari e gestori di Casa Payer, si sono incontrati in viaggio. Tornati dall’India, hanno cambiato direzione, lasciando i lavori di allora per costruire qualcosa che somigliasse di più alla vita che desideravano.
Quando è nata Gaia, la loro figlia, quella scelta è diventata ancora più chiara: trasformare il viaggio in accoglienza, aprire la propria casa agli altri e intrecciare lavoro e quotidianità in un unico ritmo. Costruire una vita in cui il lavoro entrasse nella quotidianità, e non il contrario.

Casa Payer nasce così. Non come idea imprenditoriale, ma come spazio da abitare, proteggere, condividere.
Quando Paola e Luca hanno trovato la casa, era un complesso antico, abitato fino a poco tempo prima da un anziano signore valdese che viveva con una cinghialessa salvata cucciola da una battuta di caccia e cresciuta insieme a lui.
Un dettaglio che per Paola e Luca è diventato un segno: quella casa aveva già una storia di convivenza tra umano e selvatico. Una storia da rispettare e continuare.
Architettura che respira
Qui la ristrutturazione è stata un atto di ascolto.
Luca, appassionato di architettura ancestrale e terra cruda, racconta la casa come un organismo vivo. Le forme sono morbide, le pareti respirano, gli spazi sembrano seguire il ritmo del bosco che li circonda.

I solai sono stati rifatti in bioedilizia con fibra di legno e materiali naturali. Le pietre sono locali. Il legno arriva dai castagni intorno. La calce è stata prodotta sul posto, lasciata maturare come si faceva una volta.

Le pareti sono dipinte con calce naturale e pigmenti vegetali. Le superfici esterne restano drenanti, così l’acqua può tornare alla terra. Le acque meteoriche vengono raccolte. Il riscaldamento a parete è alimentato dalla legna della proprietà e dal solare termico.

Sulle travi, la corteccia è rimasta visibile. Per continuare a sembrare alberi. Non travi.
“La casa fatta di bosco.”
Natura vissuta, ogni giorno
Qui la natura è presenza quotidiana. È cura, manutenzione, attenzione.
Il bosco viene pulito, i sentieri vengono tracciati. Gli spazi abitati si intrecciano con quelli selvatici, lasciando che il paesaggio resti vivo e in movimento.

Paola e Luca raccontano spesso quanto vivere immersi nella natura significhi conoscerne tutte le sfumature: la bellezza, la forza, la richiesta di tempo e di energia.
È un dialogo continuo, che si riflette anche nell’esperienza di chi arriva.
Ospitalità come relazione
A Casa Payer arrivano persone diverse tra loro: vegan da ogni parte del mondo, viaggiatori a piedi, famiglie, solitari, chi cerca silenzio e chi cerca scambio.

Le camere hanno accesso indipendente, bagno e terrazza privati, oltre a una piccola kitchenette. La sensazione è quella di non “alloggiare”, ma di abitare, anche solo per qualche giorno.

La cucina fa parte della vita della casa. La sera, per la cena, viene consegnato un vassoio e ognuno sceglie dove mangiare: sul prato, sotto un ombrellone, a un tavolo di legno, in silenzio o in compagnia.


La panificazione accompagna la vita quotidiana a Casa Payer, e il sabato sera è il momento della pizza: a lievitazione naturale, preparata con una pasta madre antichissima di cui, a chi partecipa, viene regalata una parte.


Un gesto semplice, ma potentissimo e carico di significato: portarsi a casa qualcosa di vivo, che continua a crescere, un frammento vivo di questa esperienza condivisa.

La cucina come scelta etica
La proposta è completamente plant-based, radicata in una scelta etica che si esprime nell’accoglienza.

A colazione trovi pane fatto in casa, torte, latte vegetale, yogurt autoprodotto, muesli, biscotti, plumcake, marmellate, una selezione di tè e tisane, caffè e orzo. Dolce e salato, in equilibrio tra semplicità e cura.

Molte sono le cose autoprodotte, come le marmellate, i succhi di mele e mirtilli, le miscele di erbe aromatiche per le tisane e alcuni prodotti sono anche in vendita, come la farina di castagne o il fioccato di castagne.

Ed è una cucina che parla di filiera, di territorio, di relazioni. Le realtà da cui si riforniscono sono sempre scelte con attenzione: non semplici fornitori, ma parte di una rete di persone che condividono valori e visione, e che diventano parte della storia di Casa Payer.
Un lusso che non si misura in stelle
Casa Payer riassume il proprio modo di intendere l’ospitalità con una frase: “Se a 5 stelle ne preferisci 1000, vieni a trovarci.”

Qui le stelle non sono quelle di una classificazione alberghiera, ma quelle che compaiono quando le luci si abbassano e il silenzio prende spazio. Il cielo notturno sopra il bosco. E accanto a loro ci sono il tempo lento, le relazioni, la calce sulle pareti, l’acqua che torna alla terra, l’orto a cassoni che arricchisce la cucina e la vita quotidiana.



La strada per arrivare è sterrata, circa un chilometro. Un percorso che segna un passaggio, un cambio di ritmo.
Qui l’auto non è indispensabile. Chi arriva in autobus può usufruire di una navetta gratuita da Luserna (o a pagamento da Pinerolo, da Torino per chi arriva in treno o da Caselle aeroporto).
Un invito a muoversi con lentezza, a entrare in sintonia con il luogo già dal viaggio.
Per assaporare un altro tipo di turismo: più lento, più consapevole, più presente.
Spazio per ritiri, incontri, comunità
Casa Payer ospita anche ritiri e momenti collettivi. Non eventi “da calendario”, ma esperienze che si inseriscono in una casa che resta, prima di tutto, una casa.

Gli spazi sono ampi, aperti, permeabili. Dentro e fuori si incontrano, si mescolano, si riconoscono.

Una casa che non vuole crescere, ma durare
Casa Payer è aperta da aprile a novembre, seguendo il ritmo delle stagioni.
Non vuole diventare più grande. Vuole restare vera.
Se stai cercando un posto dove dormire, esistono molte alternative.
Ma se invece stai cercando un luogo dove entrare, anche solo per qualche giorno, in un’altra idea di vita, in piena connessione con la natura e con le persone, in uno spazio accogliente e rispettoso, allora forse, lungo quella strada sterrata, Casa Payer ti sta già aspettando.

Info e Contatti
La residenza di campagna Casa Payer si trova in località Payer, a Luserna San Giovanni, a circa 15 km da Pinerolo.
E’ possibile verificare prezzi e disponibilità cliccando qui.