Torna l’appuntamento con il MiVeg, il Festival Vegan e Antispecista di Milano organizzato da Vitadacani. Un festival di due giorni dedicati completamente agli animali e a coloro che vogliono scoprire il crescente movimento culturale ed etico basato sul loro rispetto.
“Nessuno è un ingrediente, ognuno ha un nome, una storia e una vita da vivere”

Nelle giornate del 24 e 25 ottobre 2026, gli East End Studios (Studio 90, Via Mecenate 88/A) ospiteranno due giorni intensi dedicati alla cultura vegan, al rispetto degli animali e alla condivisione di buone pratiche.
MiVeg è una grande macchina solidale e politica guidata dall’associazione Vitadacani.

Abbiamo intervistato Roberta Parazzani (Responsabile Comunicazione e Fundraiser dell’associazione Vitadacani ODV) per farci raccontare cosa ci aspetta tra conferenze, workshop e, naturalmente, tantissimo buon cibo 100% vegetale.

Ecco lo scambio che abbiamo avuto:
– MiVeg conferma la sua forte impronta politica ed etica e anche quest’anno rinnova il sostegno a diverse realtà in Palestina, legando l’antispecismo ad altre lotte di liberazione e di giustizia sociale nel mondo
– Vitadacani: Per noi l’antispecismo non è mai stato semplicemente una scelta alimentare, né una battaglia separata dal resto del mondo.
È una lente attraverso cui guardarlo. Significa mettere in discussione l’idea che la vita di qualcuno possa valere meno perché appartiene a un’altra specie, ma anche riconoscere i meccanismi di dominio, violenza e sopraffazione ovunque si manifestino.
Per questo sentiamo importante che Miveg sia anche uno spazio in cui le lotte si incontrano.
Il sostegno a realtà come Sulala, Baladi e Woofs’n Wags nasce da qui: dalla volontà di stare accanto a chi continua a prendersi cura degli animali anche in una situazione drammatica come quella palestinese, dove salvare, nutrire e curare diventa ogni giorno un atto di resistenza.
Il messaggio dell’edizione 2026 è infatti “Un altro mondo è già qui”. Non volevamo raccontare soltanto il mondo che vorremmo, come se fosse qualcosa da rimandare a un futuro indefinito.
Vogliamo mostrare quello che esiste già: santuari, associazioni, attiviste e attivisti, imprese, progetti e persone che hanno deciso di costruire relazioni diverse con gli altri animali e con il pianeta.
Miveg per due giorni mette insieme tutto questo e prova a renderlo visibile. L’altro mondo non è ancora abbastanza grande, certo. Ma ha già cominciato a esistere.


🗓️ 24-25 Ottobre 2026
🕙 ore 10:00 | Apertura stand, bar, punti ristoro e area tattoo
📍 East End Studios Via Mecenate 88A Milano
L’ingresso è gratuito
🗳️ Ecco il programma completo e aggiornato

– Cosa dobbiamo aspettarci dal programma di conferenze e workshop di quest’anno?
– Vitadacani: MiVeg non vuole essere una fiera in cui si viene, si mangia qualcosa di buono, si comprano due cose vegan e si torna a casa.
Anche se, sia chiaro, mangiare cose buone e comprare cose belle non è affatto vietato.
Ma vorremmo che chi esce da Miveg si portasse dietro anche una domanda, un dubbio, magari perfino un po’ di sana inquietudine.
Per questo conferenze e workshop sono una parte centrale del festival.
Ci saranno momenti dedicati naturalmente all’antispecismo e alla condizione degli animali, ma anche incontri che incrociano ambiente, società, diritti e attivismo.
Accanto alle conferenze avremo poi appuntamenti più pratici e partecipativi, perché per noi Miveg deve essere anche un posto dove si sperimenta e si impara qualcosa.
Cerchiamo ogni anno di tenere insieme approfondimento e divulgazione: parlare a chi è già dentro questi temi da anni senza dimenticare chi magari entra a MiVeg per curiosità e incontra certe questioni per la prima volta.
Se riusciamo a far dialogare queste due persone, abbiamo già fatto una cosa importante.



– Il Tattoo Circus è ormai una pietra miliare del festival. Come funziona quest’anno e in che modo l’arte del tatuaggio andrà a sostenere la cura degli ospiti di Porcikomodi?
– Vitadacani: Il Tattoo Circus è uno degli esempi più belli dello spirito di MiVeg, perché trasforma qualcosa che normalmente facciamo per noi stessi in qualcosa che lascia un segno anche altrove. In questo caso, molto letteralmente.
Durante il festival sarà possibile scegliere tra i flash messi a disposizione dalle tatuatrici e dai tatuatori che partecipano all’iniziativa e farsi tatuare direttamente a Miveg. Il ricavato contribuirà a sostenere i 150 individui del gregge di Porcikomodi.
Dietro un rifugio ci sono storie bellissime di libertà, ma c’è anche una realtà estremamente concreta fatta di quintali di cibo, fieno, visite veterinarie, farmaci, strutture da mantenere e cure quotidiane.
Il Tattoo Circus riesce a mettere insieme creatività, partecipazione e sostegno concreto. E alla fine qualcuno torna a casa con un tatuaggio e qualcun altro, a Magnago, con la cena pagata. Ci sembra un ottimo accordo.

– Passiamo al tema cibo! L’offerta gastronomica di MiVeg è da sempre uno dei punti di forza del festival, e ogni corner culinario sostiene una specifica “famiglia” di abitanti del rifugio Porcikomodi. Com’è nata l’idea di associare il piatto alla cura degli animali del santuario?
– Vitadacani: L’idea è nata lo scorso anno dal desiderio di rendere visibile un legame che per noi esiste da sempre. Il cibo che proponiamo a Miveg racconta già, in qualche modo, gli animali che abbiamo scelto di non mangiare; con questa iniziativa volevamo fare un passo in più e far incontrare idealmente chi mangia al festival con chi vive a Porcikomodi.
Così abbiamo associato i diversi corner alle diverse famiglie del santuario: dietro a un piatto non c’è quindi soltanto una ricetta, ma ci sono maiali, mucche, pecore, capre, galline e gli altri animali di cui ci prendiamo cura ogni giorno.
Ci piace perché rende molto concreto il significato di una scelta. Si mangia benissimo, senza rinunciare a nulla, e nello stesso momento si contribuisce alla vita di animali che sono usciti proprio dal sistema che li considerava cibo. C’è quasi una piccola chiusura del cerchio: qui nessuno è un ingrediente, ognuno ha un nome, una storia e una vita da vivere.
E quest’anno le occasioni per chiudere questo cerchio saranno parecchie. Accanto ai nostri corner storici SIAMO FRITTI, LASAGNE E DINTORNI, IL BAR e LA PASTICCERIA, tornano gli amici de La Compagnia della Polenta con RISI E SORRISI e SECONDI A NESSUNO.
Ci saranno poi i PANINI by Van Ver Burger, SVEGLIA by Fermaggio® con la sua pizza, PITA by VegMan + ilBruno + ZEM, SUSHI by Niu e il corner MEOW, con lo chef Igor Cau.
Sul sito miveg.org si può vedere l’offerta completa in aggiornamento.
Insomma, a Miveg si può arrivare per salvare il mondo e nel frattempo mangiare molto, molto bene. Le due attività, fortunatamente, non sono incompatibili.


– Inoltre ci saranno tantissimi espositori da tutta Italia…
– Vitadacani: Sì, e per noi anche l’area espositori è parte del racconto politico di Miveg. Abbiamo più di 150 stand e non è un semplicemente un grande mercato vegan. Se diciamo che un altro mondo è possibile, dobbiamo anche provare a mostrarne concretamente dei pezzi.
A Miveg arrivano realtà da tutta Italia: associazioni, santuari, artigiane e artigiani, aziende e progetti molto diversi tra loro, ma accomunati dalla scelta vegan. È un modo per scoprire prodotti e progetti, naturalmente, ma soprattutto per incontrare le persone che ci stanno dietro.
E questa forse è una delle cose più belle del festival: per due giorni nello stesso spazio convivono attivismo, cultura, cibo, associazionismo, impresa e volontariato. Mondi che durante l’anno magari viaggiano su binari diversi, a Miveg si incontrano.
E spesso da quegli incontri nascono collaborazioni che continuano molto dopo la chiusura dei cancelli.



– Un’ultima domanda: MiVeg è un evento gigante che vive grazie all’energia di chi mette a disposizione il proprio tempo. Come si può diventare volontari per il festival o sostenere il lavoro quotidiano di Vitadacani anche dopo i due giorni di evento?
– Vitadacani: Miveg esiste perché dietro quei due giorni ci sono moltissime persone che regalano tempo, energie e competenze. E quando diciamo “regalano energie” non è una metafora: alla domenica sera possiamo fornire prove fotografiche piuttosto convincenti. Si può partecipare come volontari prima e durante il festival, dando una mano nell’allestimento, negli stand, nella ristorazione, nell’accoglienza e nelle tante attività necessarie a far funzionare una macchina delle dimensioni di Miveg. Ma soprattutto vorremmo che Miveg non finisse la domenica sera. Vitadacani e Porcikomodi lavorano 365 giorni l’anno e ci sono tantissimi modi per continuare a esserci: diventare volontari nei rifugi, sostenere economicamente i nostri progetti, partecipare alle iniziative, adottare a distanza, diffondere le nostre campagne o semplicemente raccontare ad altre persone quello che si è visto e conosciuto. Miveg dura due giorni. Gli animali hanno bisogno di noi tutti gli altri 363. Ed è lì che una partecipazione occasionale può trasformarsi in qualcosa capace di cambiare davvero delle vite. Miveg non nasce intorno al veganismo come stile di vita, ma intorno alla liberazione animale.
Negli ultimi anni il veganismo è diventato anche un mercato. Ci sono prodotti, marchi, influencer, street food, cosmetici, abbigliamento, esperienze. E i festival, comprensibilmente, seguono questa evoluzione. Il risultato è che spesso l’elemento centrale diventa ciò che puoi acquistare, assaggiare o sperimentare. Non c’è niente di sbagliato nel mangiare un ottimo panino vegetale, anzi. Ma se il festival si esaurisce lì, rischia di diventare una fiera gastronomica con una coscienza un po’ più pulita. Forse l’invito più importante che possiamo fare è semplicemente quello di venire a Miveg. Anche senza essere già vegan, antispecisti, attivisti o esperti di qualcosa. Venite a curiosare, ad ascoltare, a mangiare, a incontrare gli animali attraverso le loro storie e soprattutto a incontrare persone che stanno provando, ciascuna a modo proprio, a cambiare le cose.
Perché “Un altro mondo è già qui” non vuole essere uno slogan rassicurante. Il mondo che vorremmo è ancora lontano e quello in cui viviamo continua a essere terribilmente ingiusto per miliardi di animali. Ma ogni volta che qualcuno decide di sottrarsi a quella logica, di prendersi cura invece di sfruttare, di liberare invece di imprigionare, quel mondo diventa un po’ più reale. Miveg è il posto in cui, per due giorni, proviamo a far vedere quanto questo altro mondo sia già grande. E magari a convincere qualcuno a costruirne un altro pezzetto insieme a noi. L’ingresso è gratuito, ma vi chiediamo di prenotare il vostro biglietto: è un gesto semplice che ci aiuta a organizzare al meglio il festival e, soprattutto, vi garantisce di esserci. Ci vediamo il 24 e 25 ottobre: il vostro posto nell’altro mondo è già qui.


🗓️ 24-25 Ottobre 2026
🕙 ore 10:00 | Apertura stand, bar, punti ristoro e area tattoo
📍 East End Studios Via Mecenate 88A Milano
L’ingresso è gratuito
🗳️ Ecco il programma completo e aggiornato
Guarda l’intervista con Sara D’Amico, fondatrice dell’associazione Vitadacani che organizza il Miveg:

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