L’iniziativa benefica sostenuta da blogger, giornalisti e chef da ogni parte del mondo allo scopo di raccogliere fondi per la Palestina
Cocomero è nato nella primavera 2024 dall’iniziativa di un gruppo di food blogger italiane – tra cui Cristina Mauri, Anna Panna, Sasha Carnevali, Gigi Passera e Silvia De Martino – e si presenta come un progetto autogestito e senza fini di lucro, pensato per sostenere le persone palestinesi colpite dai bombardamenti e costrette agli sfollamenti dall’ottobre 2023.
Cosa contiene “Cocomero & Friends”
“Cocomero & Friends” raccoglie contributi donati da 76 creator provenienti da 10 nazioni e contiene:
- 59 ricette 100% plant-based, pensate per essere “prive di violenza”
- 17 scritti originali: saggi, testimonianze e articoli firmati da giornalisti e civili italiani e palestinesi che raccontano una realtà vissuta in condizioni estreme
- 13 opere d’arte (illustrazioni, fumetti, poster), con la copertina realizzata dall’illustratrice palestinese Reem Alsayed

Un progetto globale e partecipato
Dietro “Cocomero & Friends” ci sono 76 creativi provenienti da 10 nazioni: chef, food writer, giornalisti, illustratori e influencer. Tra i nomi di rilievo troviamo lo chef palestinese Sami Tamimi, la chef libanese Anissa Helou, l’influencer tedesco Julius Fiedler, e molti altri.
A supporto, contributi italiani di figure come Angela Frenda, Myriam Sabolla, Chiara Pavan, i finalisti di MasterChef e diversi illustratori.
Come acquistarlo e a chi va l’aiuto
L’ebook si ottiene facendo una donazione minima di 5 € (ma con la possibilità, per chi può, di donare di più) direttamente alle campagne GoFundMe selezionate dal progetto. Non ci sono intermediazioni né profilazione: il ricavato arriva direttamente a chi è in difficoltà
Le donazioni sono destinate a famiglie, una parrocchia ortodossa e due onlus italiane scelte con cura e in contatto quotidiano con Cocomero sin dall’inizio del conflitto. I fondi servono a coprire bisogni immediati: cibo, medicine, generi di prima necessità, ma anche l’uscita da Gaza, come è già accaduto per alcune persone.

Idee e valori al centro
Il progetto ruota attorno all’alimentazione non solo come nutrimento, ma come at-to culturale, storico e di resilienza: mantenere alta l’attenzione sul dramma palestinese, rifiutare l’indifferenza e testimoniare storie da chi vive il conflitto in prima persona.
L’iniziativa, completamente volontaria, è sostenuta logisticamente da Premiate Edizioni, che mette a disposizione dominio, server e assistenza tecnica, mentre le coordinatrici si autotassano per le spese operative.
Curiosità: Perché Cocomero?
In Palestina l’anguria, oltre a essere un frutto importante per l’economia locale, è diventata un vero e proprio simbolo di resistenza e di identità collettiva.
Dopo il 1967, con il divieto imposto dalle autorità israeliane di esporre la bandiera palestinese e con gli arresti per chi la mostrava, la popolazione trovò un’alternativa: utilizzare l’immagine di una fetta di cocomero.
I suoi colori – il rosso della polpa, il verde della buccia, il bianco e i semi neri – riproducevano quelli della bandiera bandita.
